richiesta di riesame decreto di sequestro preventivo

Tizio, funzionario dell’Ufficio Tesoreria del Comune Alfa, vede quotidianamente transitare, presso il suo ufficio, somme rilevanti.
Egli, approfittando anche della carenza di controlli, decide di appropriarsi mensilmente di somme pari a circa 10.000,00, nella ragionevole convinzione che nessuno possa accorgersi di queste minime sottrazioni.
Dopo circa un anno dall’inizio di queste condotte, però, a seguito di una ispezione, Tizio viene sottoposto ad indagini per il reato di peculato e, nei suoi confronti, viene disposto il sequestro preventivo della propria abitazione, dallo stesso acquistata alcuni anni prima, del valore di circa 300.000,00 euro.
Il candidato, assunte le vesti del legale di Tizio, rediga l’atto giudiziario più idoneo alla sua tutela
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TRIBUNALE DI ALFA
RICHIESTA DI RIESAME
Il sottoscritto difensore di fiducia, giusta nomina depositata contestualmente al presente atto, di Tizio, residente in ______, Via _______, propone richiesta di riesame del decreto di sequestro preventivo in data ___________, notificato in data ___________, con cui il Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Alfa ha disposto il sequestro preventivo dell’immobile sito in ____________, Via ___________, distinto in catasto al foglio __, mappale ____, subalterno _, di proprietà di Tizio, indagato per i delitti di cui agli Artt 81 e. 314 C.p., nel procedimento penale n° ______ R.G.N.R.
MOTIVI
In primo luogo, non sussiste in capo a Tizio alcun elemento integrante la ipotesi delittuosa contestata e, in particolare, non è neppure riscontrabile il “fumus commissi delicti”.
Al riguardo, il Giudice per le indagini preliminari ha erroneamente ritenuto che la condotta dell’indagato sia “astrattamente inquadrabile nella fattispecie prevista dagli Artt. 81 e 314 c.p.”.
Peraltro, ciò trova unico fondamento nella circostanza, non ancora compiutamente provata, dei risultati di una prima e sommaria ispezione contabile, non sufficiente ad attribuire, allo stato, alcuna responsabilità certa all’indagato.
In ogni caso, è del tutto censurabile il provvedimento impugnato nella parte in cui sottopone a sequestro la abitazione dell’odierno ricorrente.
Ciò in quanto è del tutto pacifico che la proprietà di questa sia del tutto svincolata dalle somme di cui asseritamente Tizio si sarebbe illecitamente impossessato.
Al riguardo, nell’adottare il provvedimento in oggetto, il Giudice per le Indagini Preliminari ha fatto proprio l’orientamento giurisprudenziale in base al quale, anche in relazione al reato di peculato, sarebbe applicabile l’istituto della confisca per equivalente del profitto del reato.
Peraltro, non è superfluo ricordare che l’Art. 322ter c.p., posto dal Giudice a fondamento del proprio provvedimento, non preveda la ipotesi della confisca per equivalente in relazione al reato di peculato ma solo ad altre fattispecie delittuose.
Nonostante tale orientamento sia stato in passato seguito da una parte comunque minoritaria della giurisprudenza, lo stesso deve essere ritenuto oggi definitivamente non condivisibile.
Infatti, sul punto si è di recente pronunciata la Suprema Corte a Sezioni Unite, secondo la quale “La confisca per equivalente prevista dall’art. 322 ter, comma 1, c.p., nel caso di condanna o di applicazione della pena su richiesta per il delitto di peculato, può essere rapportata, in base al testuale tenore della norma, non al “profitto” ma soltanto al “prezzo” del reato”. (Cass Pen Sez. Un. Sent. 25-6-09 n° 38691)

Sulla base di queste premesse normative e giurisprudenziali, è dunque del tutto evidente che il disposto sequestro non attenga al prezzo del reato contestato quanto, piuttosto, costituisca un tentativo, illegittimo, di sottoporre a vincolo beni di Tizio non dipendenti, in ogni caso, dalla commissione del reato a lui contestato.

Tutto quanto esposto, pertanto, non è ravvisabile alcun motivo legittimante l’impugnato sequestro, fondato solamente sulla ritenuta sufficienza della astratta configurabilità del reato ed avente ad oggetto beni non costituenti, con la massima sicurezza, il prezzo del reato.
Vorrà pertanto il Tribunale adito, in riforma del provvedimento impugnato,
- in via principale, disporre l’annullamento o la revoca del decreto in oggetto, con conseguente restituzione del bene in sequestro a Tizio;
- in subordine, ridurre l’oggetto del sequestro, nominando Tizio quale custode.
Luogo, data Avv. _____________

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DECALOGO ESAME AVVOCATO

1) Andare sereni all’esame, con la consapevolezza che si tratta di una semplice ripetizione, in grande, di tante esercitazioni fatte.

2) Portare, insieme ai codici commentati, anche un buon vocabolario, anche dei sinonimi, ricordando però che la terminologia giuridica è spesso più specifica del linguaggio comune e non tutti i sinonimi sono dunque adeguati.

3) Non andare troppo presto la mattina, in quanto inutilmente faticoso e psicologicamente devastante.

4) Leggere bene le tracce, con la massima attenzione, e scegliere se possibile in autonomia quale parere o atto svolgere.

5) Non formare “gruppi di lavoro” troppo estesi, al fine di evitare di passare le sette ore in inutili “assemblee” dalle quali esce fuori di tutto e di più.

6) Con riferimento al punto 5), ricordarsi di non sottovalutare se stessi e, al contempo, di non sopravvalutare le opinioni degli altri a discapito dei propri convincimenti.

7) Non accettare pareri dagli sconosciuti e, in particolare, dai commissari, i quali li forniscono, a volte, senza avere neppure dato un’occhiata al codice.

8) Dedicare ogni tanto un paio di minuti al riposo e, se possibile, al nutrimento.

9) Riservarsi un tempo più che congruo per la rilettura del compito, correzione e copiatura in bella.

E’ meglio un concetto in meno ed un compito ben  ricopiato.

10) Ricordarsi di comunicare ad Abclex, al termine dell’esame, le proprie impressioni sulla prova.

                                                               Alberto

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